L’800 al mare-Incontro con la casa editrice Jo March

settembre 05, 2017

Giovedì sera al ritorno dalla mia solita giornata di lavoro, ho potuto almeno virtualmente partecipare a “L’800 al mare-Incontro con la casa editrice Jo March” svoltosi a Cattolica.
(http://www.jomarch.eu)

L’evento era in diretta Facebook grazie al video di Poppy Purple e in collaborazione con il gruppo fb “Gaskell e altri rimedi”(fondatrice del gruppo Simona Friio e le altre admin Mara Marinucci, Romina Angelici, Antonia Romagnoli,  Scarlett Douglas Scott ).
Le protagoniste della serata sono state le fondatrici della casa editrice Jo March di Perugia, Lorenza Ricci e Valeria Mastroianni.
Le due sono risultate fin da subito molto simpatiche ma soprattutto appassionate del loro lavoro, questa "passione" traspariva dal modo di raccontare la loro vita e il loro percorso editoriale.
Io sono rimasta affascinata dal loro modo di parlare, sarei rimasta delle ore ad ascoltarle, chi come me ha la passione per la lettura può capire cosa significa scoprire una casa editrice come la loro che traduce,  per la prima volta in italiano, libri di autrici anglo-americane quasi sconosciute qui da noi.
La vita ci fa percorrere strani percorsi, alcune volte incomprensibili e alcune volte ci fa incontrare delle persone meravigliose come nel caso di  Lorenza Ricci e Valeria Mastroianni, che in un giorno di maggio si conobbero in una casa editrice di Perugia. Entrambe laureate in Lettere, iniziarono con uno stage la loro carriera nell'editoria e lì si conoscono, diventano amiche e colleghe ma soprattutto condivisero la stessa passione, quella per la letteratura che le porta ad aprire una casa editrice.
Come in una favola è Lorenza che inizia a raccontare a Valeria di Elizabeth Gaskell e anche del suo romanzo “Nord e Sud”, la stessa Valeria non conosceva quest’autrice che in Italia è semi- sconosciuta.
Lorenza e Valeria non si capacitano del fatto che un libro come "Nord e Sud" non sia mai stato tradotto in Italia, se non da loro, non riescono a dare una spiegazione plausibile. Sicuramente c’è stata una reticenza nell’approfondire le autrici dell’epoca vittoriana e anche di quella edoardiana, a favore di  una scoperta maggiore nei confronti degli autori maschili.
Questa può essere un motivo valido per non considerare questo enorme patrimonio letterario?
No assolutamente, ma quello che possiamo dire è grazie a queste due ragazze per farci riscoprire questi testi,anche a chi come me,  non ha una conoscenza dell’inglese così profonda.
Oltre alla Gaskell, le pubblicazioni della Jo March sono veramente varie, nel loro catalogo troviamo Lucy Maud Montgomery con "Il castello blu"(1926) opera per adulti inedita in Italia che è anche al centro di un caso di plagio, oppure ancora autrici sconosciute come Amy Levy con “Storia di una bottega” (1888). Amy è stata una femminista, è anche la prima donna ebrea ad essere entrata nell'Università di Cambridge. E ancora proseguiamo con “L’eredità”(1849) opera che è stata scoperta per caso ad Harvard solo qualche decennio fa, di un’autrice famosissima in America, Louisa May Alcott che con "Piccole donne" ha segnato un’epoca (e ha segnato anche me).


La mia edizione di Piccole donne,
 uno dei primi libri che ho letto

Cosa dire… un lavoro di ricerca, intenso, pieno di amore e di passione per delle opere sommerse da anni e anni, un lavoro preciso e attento per portare alla luce veri e propri capolavori di donne, che per vari motivi, non hanno avuto in vita il successo che meritavano.
In Italia solo due autrici sono sopravvissute all’omertà di questo mondo fatto di uomini e conosciamo le sorelle Brontë e Jane Austen, ma anche loro con non pochi sacrifici  hanno cercato di farsi conoscere, oggi possiamo dire che sono molto più famose che nella  loro epoca.
Essere donne sicuramente non ha aiutato a farsi apprezzare come autrici, hanno dovuto ricorrere a dei pseudonimi come le Brontë, che si sono finte degli autori maschi, oppure come la Gaskell che decide di utilizzare il cognome del marito.
Ogni donna ha una sua storia personale, che molte volte si riflette nelle loro opere, donne che volevano essere indipendenti e moderne per la loro epoca, che non volevano farsi considerare solo dei soprammobili o stare lì a cucire tutto il giorno, ( mi viene in mente Fanny, la sorella di Mr Thorthon che è l'esempio della classica donna svampita e senza aspirazioni) ma che vogliono partecipare attivamente alla loro vita.
Non delle sculture da museo ma delle donne con una loro personalità e una loro “voce”.
E’ stata una serata veramente interessante e piena di spunti, è bello vedere come si possa vivere di libri e di quanto amore ci si metta nel proprio lavoro, ci sono state anche delle piccole anticipazioni sulle nuove pubblicazioni, verranno infatti pubblicati nei prossimi mesi “Jane of Lantern Hill”,romanzo dell’autrice di “Anna dai capelli rossi”, Lucy Maud Montgomery e per la prima volta la biografia di un’altra scrittrice molto cara a noi, la Alcott.
Che dire aspettiamo con ansia di leggere questi nuovi tesori!
A presto!





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